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Imprinting di Nascita : : 15-16 Dicembre

15-16 Dicembre a Genova.

Terapia Perinatale, Prenatale e della Nascita

La Terapia Prenatale e della Nascita permette di rivivere concretamente le fasi più significative del proprio periodo intrauterino e della propria nascita, andando a ristrutturare in forma positiva e integrativa quei passaggi che dovessero essere risultati difficili, traumatici o carenti sotto qualche aspetto.

Le radici del lavoro

In Occidente terapeuti e ricercatori, fra i quali D.W. Winnicott, John Dolby, Francis Mott, Frank Lake, sono stati pionieri dell’importanza incisiva riguardo i primissimi periodi della nostra vita. Da queste conoscenze nascono terapie come il Riberthing e la Respirazione Olotropica.

Solo negli ultimi quaranta anni i ricercatori della nuova generazione, come William Emmerson, Franklyn Sills, Ray Castellino, hanno iniziato ad ampliarne la visione e considerare anche la vita (e il vissuto) prenatale.
La consapevolezza dell’importanza della fase prenatale della vita dell’essere umano è condivisa e sostenuta anche da studiosi come D. Siegel, D. Stern, D. Chamberlain e A. Piontelli.

Ispirazione e radici del nostro lavoro pre- e perinatale si basano sulle intuizioni di William Emmerson e sono stabilite dai profondi e pluriennali lavori di ricerca, diversi e complementari, di Franklyn Sills e Ray Castellino. Questi orientamenti sono inoltre integrati dal lavoro sui sogni e in neurobiologia di Peter Levine e Stephen Porges.

Nel corso del seminario ogni partecipante potrà fare esperienza di alcuni aspetti della propria nascita, prendere coscienza del proprio modello di vita e modificare, quindi, connessioni e situazioni profondamente ancorate in sé stesso e nel proprio corpo.

Il gruppo dei partecipanti è comunque sempre coinvolto nel lavoro come sostegno al processo in atto. Tale esperienza è un’occasione per conoscere meglio se stessi lavorando su un proprio tema personale, ma anche e innanzitutto un’opportunità di contattare in modo più diretto e trasparente la verità del corpo, le sue risorse e le sue enormi potenzialità percettive, che trovano massima espressione e conferma all’interno di un gruppo.

Durante il lavoro, che si svolge in un piccolo gruppo di massimo 7 partecipanti, a ognuno vengono offerti il tempo e lo spazio necessari per vivere in totale sicurezza il proprio processo di nascita, mentre il gruppo stesso, con la guida di Nadeshwari Joythimayananda e la collaborazione di Jerry Diamanti (biologo e practitioner in Somatic Experiencing), svolge di volta in volta per ogni partecipante il ruolo di utero (un utero emozionale ma anche intensamente corporeo) per accompagnare e rendere possibile il processo.
Il processo di nascita coinvolge la persona globalmente: sul piano emozionale, su quello biografico, su quello immaginativo e – in maniera decisiva – su quello corporeo, per operare una ristrutturazione positiva di quegli imprinting che, ricevuti nel nostro venire al mondo, condizionano negativamente il nostro essere nel mondo.
Si tratta di un lavoro molto intenso, ma anche pieno di gioia, di carica vitale, di fiducia nella vita, nella natura e nelle risorse che si nascondono in tutte le persone, in tutte le storie.

Il seminario è per 5 partecipanti.

Presso
Il Cuore dello yoga
Via Sauli 4/7 (a pochi minuti dalla Stazione di Briglnole)
Genova

Per info e prenotazioni
info@www.nadeshwari.com

 

La Canzone dello Spirito

C’è una tribù in Africa Orientale in cui l’arte della relazione profonda è nutrita anche prima della nascita.
In questa tribù la data di nascita di un figlio non è il giorno effettivo della sua nascita né il giorno del concepimento, come in altri villaggi.
Per questa tribù la data di nascita è la prima volta che il figlio è un pensiero nella mente della mamma. Consapevole della sua intenzione di concepire un bambino con un particolare padre, la mamma va a sedere da sola sotto un albero. Lì si siede e ascolta fino a quando può sentire la canzone del bambino che spera di concepire. Una volta che l’ha sentita, torna al villaggio e la insegna al padre in modo che possano cantarla insieme mentre fanno l’amore invitando il bambino a unirsi a loro.
Dopo che il bambino è stato concepito, la mamma canta la canzone per il bambino che è nel suo grembo. E poi la insegna alle donne anziane e alle ostetriche del villaggio perché, durante il travaglio e al momento miracoloso della nascita, il bambino sia accolto con la sua canzone.
Dopo la nascita tutti gli abitanti del villaggio imparano la canzone del loro nuovo membro e la cantano al bambino quando lui cade o si fa male. La canzone è cantata nelle occasioni di trionfo, nei rituali e nelle iniziazioni.
Diventa poi parte della cerimonia del suo matrimonio e, alla fine della vita, i suoi cari si riuniranno attorno al letto di morte e canteranno questa canzone per l’ultima volta.

J. Kornfield
da: A path with heart: A guide through the perils and promises of spiritual life, Bantam, 1996

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