
LUCE non è un trattamento. È un ritorno. Un incontro tra il corpo, le sue impronte antiche e quella parte di noi che non ha mai smesso di essere vastità.
Si compone di tre fasi, ognuna necessaria, ognuna rituale.
Fase 1 | Arrivare davvero
Prima di qualsiasi tocco, facciamo in modo che il sistema nervoso trovi un punto di quiete.
Uso tecniche di embodiment e di terapia prenatale e della nascita per facilitare la presenza nel corpo, perché nessuna guarigione accade se il corpo dissocia.
Ti accompagno a sentire quelle zone che spesso eviti — le tensioni, le memorie, le assenze — e le attraversiamo insieme.
Senza fretta, senza forzare.
Fase 2 | Cura sottile
Quando il corpo è pronto, ti accoglie il lettino.
Attraverso il Linguaggio della Luce della tradizione Maya-Tolteca, una trasmissione di codici di geometria sacra e colori emanati dalle mani, si possono incontrare densità legate alla perdita, al dolore, alle impronte sottili che restano tra terzo e settimo chakra.
Poi pratico il “clear head”, una liberazione della testa e del collo, alleggerendo pensieri e nodi invisibili, restituendo spazio e leggerezza.
Fase 3 | Rientrare al centro
Con il tocco ayurvedico lavoro prima sul ventre, perché il corpo ha bisogno di tornare al proprio centro. Sciogliere le contrazioni invisibili nella pancia, riportare energia nella radice, liberare il respiro animale. Poi mi prendo cura del petto che è espansione del cuore, purificando, energizzando e rendendo morbido il sentire. Infine il massaggio alla testa e al viso, toccando i punti Varma — i centri energetici della medicina ayurvedica — per espandere, nutrire e chiudere con una connessione profonda tra mente e cuore.
Un’integrazione sottile che permette all’esperienza di sedimentare senza scivolare via.
LUCE è un luogo dove tornare corpo, tornare essere, tornare respiro.
